Blog

LA SINDROME DA DEPRESSIONE NATALIZIA


December 21, 2015 Autostima

.

Chi pensa che le feste siano un periodo di assoluta felicità si deve ricredere; per chi sta affrontando un periodo difficile della sua vita sono uno dei momenti più stressanti da affrontare. Non per niente le feste natalizie sono un periodo in cui il telefono dello psicologo squilla ancora più del normale e le mail iniziano ad arrivare a raffica.

Spesso pensiamo a quanto sia bello il Natale, associandolo al riposo, ai doni da scartare, alla compagnia di amici e parenti, insomma una festa stupenda dove ritrovare pace e serenità. E allora com’è possibile che si possa trasformare in un incubo? Per lo stesso motivo per cui la festa di San Valentino spesso si trasforma in un’ottima occasione per rompere un fidanzamento: siccome mi sento costretto a provare amore per te, mi accorgo invece di non provare nulla. È quella che Paul Watzlawick chiamava il “paradosso del sii spontaneo”: o si è costretti a far qualcosa o si è spontanei, le due cose non riescono mai ad andare insieme, e anzi, più pretendo da me stesso di essere spontaneo e più blocco la mia spontaneità.

 

O si è costretti a fare qualcosa o si è spontanei, le due cose non vanno mai insieme; più pretendi di essere spontaneo e meno lo sei.

 

Questo paradosso può verificarsi anche per la gioia natalizia, che una volta percepita come obbligatoria (“Non puoi non sentire la gioia del Natale!” sembrano urlare gli addobbi e le luci sparse ovunque) si trasforma in una tortura. Personalmente adoro l’atmosfera del Natale, come adoro ogni sorta di festa possibile e immaginabile, religiosa o laica, tradizionale o meno. Ma il punto è: c’è qualcosa di sensato nel fatto che il Natale porta con sé molta più rabbia e depressione di quanto si sia disposti ad ammettere.

Pensiamo al problema dei regali. Non sono per niente uno sforzo da poco: devi scervellarti sul tipo di regalo ideale da fare per ogni persona cara, andare a cercarlo in mezzo alla ressa dei compratori-di-regali, girare come un pazzo per trovare un parcheggio, sgomitare nei vari negozi affollati, consumare rapidamente il budget a disposizione… e senza avere la certezza che il gesto, alla fine, verrà apprezzato. Insomma, alla tensione “fisiologica” del sii spontaneo, si aggiunge quella dovuta alla scarsità di spazio e al diminuire delle risorse, che sempre fanno aumentare violenza e aggressività, trasformando anche la vecchietta più pacifica in una “belva natalizia”.

Avete mai visto lo sguardo desolato di quelle persone sole che passeranno il Natale chiuse in casa a guardare la TV? Di fronte alla follie natalizie provano un sano senso di sbigottimento vedendo gli altri affannati nel comprare mille regali e addobbare a festa ogni cosa. Come direbbe La Rochefoucauld, “poniamo più attenzione nel far credere agli altri di essere felici, che non nel cercare di esserlo veramente”.

 

“Poniamo più attenzione nel far credere agli altri di essere felici, che non nel cercare di esserlo veramente” (Francois de La Rochefoucauld)

 

Insomma, quella che dovrebbe essere la festa della spontaneità, facilmente può diventare una festa dell’obbligo, e ogni volta che ci costringiamo a provare un sentimento questo rischia di trasformarsi nel suo opposto, perché come diceva Stanislavskij, le emozioni non sopportano forzature.

Questo è il messaggio: non obbligarti a provare emozioni positive, neanche a Natale. Sforzati al massimo di provare emozioni negative, così le bloccherai!

 

Le emozioni non sopportano forzature.

 

 

 

LEGGI ALTRI ARTICOLI SUI PROBLEMI D’ANSIA

 

Back to top