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ORDINARE LE PAROLE ORDINA I PENSIERI


January 25, 2016 Aforismi e Linguaggio

Non si dica che non ho detto nulla di nuovo; la disposizione degli argomenti è nuova. Come se gli stessi pensieri non potessero dare un’altra maniera di esprimersi, con una differente disposizione, proprio come gli stessi vocaboli formano altri pensieri con la loro differente disposizione.

Blaise Pascal

 

Due novizi si recarono dal padre spirituale. Il primo novizio chiese: <<Padre, posso fumare mentre prego?>>. E fu cacciato per la sua insolenza. Il secondo novizio chiese: <<Padre, posso pregare mentre fumo?>>, e fu lodato per la sua devozione.

Con questa storiella di un autore anonimo, Matteo Rampin introduce il suo Al gusto di cioccolato in cui il lettore scopre, cammin facendo, tutti i possibili inganni che possono annidarsi dietro l’uso del linguaggio, soprattutto quello pubblicitario, arrivando così ad acquisire una prospettiva che dà molto da riflettere: se le parole modellano la percezione che si ha delle cose, è impossibile non influenzare.

Il medico che dovrà dire al paziente – seguendo la norma vigente sul consenso informato – quali sono i possibili esiti di un intervento, come dovrà presentare le statistiche sull’efficacia e sull’inefficacia dell’intervento stesso?

<<È efficace al 90%, e ha solo il 10% in cui riporta un esito negativo>>? Oppure <<Questo intervento è inefficace al 10%, ma ha un successo pari al 90%>>? Oppure, con sguardo aperto, mimica sorridente e mantenendo il contatto oculare <<L’intervento funziona al 90%>>, e facendo scivolare velocemente le parole, <<e ha solo il 10% di inefficacia>>? Oppure, con sguardo sfuggente e tono della voce basso, come per confessare una colpa, <<Le devo dire per chiarezza che l’intervento è inefficace al 10% anche se la letteratura scientifica lo considera di successo perché funziona al 90%>>?

A seconda dell’ordine delle parole, del tono della voce utilizzato, e della mimica che accompagnerà il tutto, il medico sarà complice della risposta positiva o negativa che il paziente darà.

Questo è il senso della parole di Blaise Pascal, filosofo e matematico noto soprattutto per la sua opera incompiuta di cui oggi conserviamo alcuni frammenti sotto il nome di Pensieri. Pascal mette in evidenza che nel linguaggio scritto e parlato è l’ordine delle parole a determinare il prodotto finale. E le stesse parole, in ordine diverso, creano qualcosa di nuovo: <<Non si dica che non ho detto niente di nuovo perché la disposizione degli argomenti è nuova>>.

Pronunciare affermazioni con una diversa successione crea una diversa percezione. Un conto è dire <<Sono diventato ricco. Ho sottoscritto un’assicurazione. Mi hanno derubato>>. Ben diverso è invece affermare <<Ho sottoscritto un’assicurazione. Mi hanno derubato. Sono diventato ricco>>.

L’ordine delle parole, ordina i pensieri.

 

 

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