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AMBIVALENZE E AMBIGUITA’


February 3, 2016 Aforismi e Linguaggio

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Se A=B e B=C, che ti frega se la tua squadra retrocede?

Se a=b e b=c, allora c=a e pronunciare la parola abaco diventa impossibile. Sarebbe aaaao!

(Maurizio Crozza)

 

Fin dalle origini, da Platone e Aristotele passando per Cartesio e la Scolastica, nel pensiero occidentale c’è stato il tentativo di combattere le cosiddette “fallacie”. Le fallacie sono un argomento davvero interessante, di cui avrò modo di parlarvi in futuro. Sono in pratica gli errori di ragionamento, ovvero tutta una serie di diversioni dal “vero” argomentare, che hanno molti nomi, ad esempio “fallacia linguistica dell’ambiguità”, come il caso della citazione di Crozza sopra riportata. E’ proprio l’ambiguità a renderla divertente. Insomma, fin dall’inizio della storia della cultura occidentale c’è stato il tentativo di far fuori tutto ciò che non è chiaro e distinto, con quell’atteggiamento che potremo riassumere con le parole del genetista E. Boncinelli: “Purtroppo le cose divertenti sono false, e la verità è noiosa”.

In convegni presenziati da autorevoli scienziati più volte mi è capitato di sentire espressioni del tipo: “Sarebbe bello se riuscissimo a parlare dando delle comunicazioni chiare, senza fraintendimenti, in modo tale che ad ogni parola corrisponda uno e un solo significato”. Proprio come suggeriva il filosofo H.P. Grice: in una conversazione bisogna sempre rispettare la Massima della Qualità, cioè “cerca di fornire un contributo vero; in particolare non dire ciò che credi falso”… Di’ solo ciò che è vero, non dire mai ciò che è falso… perché o una cosa è vera o una cosa è falsa, tertium non datur (ovvero non vi è una terza possibilità). E così forme di comunicazione ambivalenti (cioè che contemporaneamente possono essere sia vere che false) come l’ironia, l’umorismo, la comunicazione seduttiva, appaiono sotto quest’ottica delle “discomunicazioni” come le definisce lo psicologo L. Anolli. Discomunicazioni perché si dice e non si dice, si esprime e si cela, si mente dicendo la verità.

Provate però solo per un attimo a immaginare un mondo senza ironia, senza umorismo, senza seduzione. Ne sentite l’orrore?

Ambivalenze e ambiguità rendono ricco il nostro parlare e gustosa l’interazione umana.

 

Le ambivalenze e le ambiguità sono ciò che rende ricco il nostro parlare e gustosa l’interazione umana.

 

Rinunzi alle copertine di Crozza? Rinunzio.

Alle vignette di Vauro? Rinunzio.

Alle battute di Benigni? Rinunzio.  

Agli sguardi ammiccanti di una donna? Rinunzio.

All’ambivalenza e all’imprevedibilità dell’amato? Rinunzio.

Alle battute ironiche del tuo migliore amico? Rinunzio.

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Come sempre ciò che va ricercato è l’equilibrio, evitando di sacrificare all’altare delle “vere” argomentazioni la bellezza del linguaggio e delle sue ambiguità.

 

 

 

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