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IPNOSI. CHE COS’E'?


April 26, 2016 Ipnosi

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Che cos’è l’ipnosi? <<Il fondamentale principio guida se si vuole conoscere l’ipnosi – dice Michael D. Yapko – è “Ciò su cui concentriamo l’attenzione, lo amplifichiamo“. L’ipnosi non è altro che mettere meglio a fuoco le cose, allo scopo di migliorare la vita delle persone, compresa la nostra. Concentrare l’attenzione su cos’è giusto anziché sbagliato, sulle possibilità future e non sulla storia passata, su quello che si può cambiare in patologie prima ritenute senza speranza, sugli scopi da raggiungere senza lasciarsi distrarre da dubbi o irrilevanze [...]. L’ipnosi è di aiuto in quanto offre un mezzo per concentrare intenzionalmente l’attenzione su ciò che conta e per mobilitare le abilità necessarie per far fronte efficacemente alle sfide della vita>>.

 

L’ipnosi aiuta a mettere meglio a fuoco le cose più importanti.

 

Ma com’è possibile ottenere tutto questo? In che modo una persona può essere accompagnata a raggiungere questo “stato di coscienza”? L’ipnosi inizia invitando il paziente a sistemarsi comodamente su una poltrona, in un ambiente tranquillo, nel quale si cerca di ridurre il più possibile gli stimoli esterni, poi si suggeriscono al paziente delle immagini mentali. Osservando una persona in condizioni normali si notano tono muscolare, sguardo, interattività, frequenza cardiaca e frequenza respiratoria tutte nella norma. Anche il suo stato di coscienza e la percezione del suo corpo saranno nella norma. D’altro canto, invece, nello stato di ipnosi si notano tre caratteristiche fondamentali:

  1. Il tono muscolare è diverso, di solito la testa si piega di lato, il respiro e il battito cardiaco diminuiscono d’intensità. Se gli occhi sono chiusi si notano dei piccoli movimenti delle palpebre (fluttering), mentre se gli occhi rimango aperti lo sguardo è fisso e perso nel vuoto.
  2. A livello di coscienza e percezione il paziente si sente pervaso da un grande senso di benessere, non solo fisico ma anche mentale. In questo stato il paziente non sta dormendo ed è consapevole delle parole del terapeuta e di tutto quello che lo circonda. Nonostante ciò è in grado di staccarsi da tutto quello che non è di interesse e lo disturba (ad esempio i rumori di fondo vengono uditi ma non memorizzati).
  3. La percezione del tempo che passa è diversa e il campo di attenzione si restringe e diventa possibile accedere a una capacità immaginativa davvero potente. Questo permette il verificarsi di un qualche grado di dissociazione psichica, ovvero il paziente resta cosciente di dove si trova ma la sua mente può viaggiare libera in  posti immaginari, ad eventi passati o futuri.

Usando un termine tecnico, ideato da Franco Granone, l’ipnosi ha a che fare con il “monoideismo plastico”, ovvero c’è un’unica idea (mono-ideismo) talmente tanto forte che ha un effetto (plastico) sul corpo dell’ipnotizzato. Per esempio, se al paziente viene chiesto di immaginare che legati al suo polso ci sono tanti palloncini, vediamo che la sua mano comincia ad alzarsi a scatti verso l’alto. Il paziente percepisce come se la sua mano fosse trascinata da una forza invisibile, infatti non pensa di essere lui a farlo volontariamente. Il paziente percepisce il movimento senza essere lui ad eseguirlo in modo deliberato, ma è la forza della sua immaginazione, nello stato di rilassamento indotto dall’ipnosi, a far verificare questo fenomeno. La “levitazione” (si chiama così il fenomeno sopra descritto) è uno degli effetti più semplici da ottenere durante l’ipnosi, ed è anche uno dei più dimostrativi in quanto permette sia all’ipnotista che al paziente di comprovare la presenza di una trance ipnotica.

Un altro fenomeno facilmente ottenibile è la “catalessi”, in cui è suggerita una differente immagine, ad esempio che il braccio diventa duro e rigido come una sbarra d’acciaio. Si ottiene che né il paziente né il terapeuta riescono a piegare il braccio, neanche utilizzando una discreta forza. Questo accade fintanto che il paziente mantiene a mente questa immagine. Infatti egli resta sempre padrone di quello che succede e rimane in grado di uscire da questo stato ogni volta che vuole. Se ad esempio nella stanza si verificasse un pericolo di qualche tipo, come un incendio improvviso, il paziente non avrebbe nessuna difficoltà ad uscire dalla trance ipnotica e scappare.

 

Il paziente non ha nessuna difficoltà ad uscire quando vuole dalla trance ipnotica.

 

Come spiega Giuseppe Regaldo dentro ciascuno di noi risiedano la critica, la logica e l’immaginazione. Questi tre “stati” è come se convivessero all’interno di uno stesso “appartamento”: più spazio è occupato da uno e meno spazio sarà occupato dagli altri. Per far sì che una persona riesca ad accedere all’ipnosi è necessario aumentare lo spazio dedicato all’immaginazione, diminuendo quello per la critica e per la logica. Così, ad esempio, suscitando un senso di fiducia nel paziente il terapeuta abbatte la critica; parlando in modo semplice e immediatamente comprensibile riduce l’uso della logica; utilizzando un linguaggio ricco di analogie, storie e metafore amplifica lo spazio dedicato all’immaginazione. In tal modo si apre la possibilità al paziente di fare esperienza di quello stato fisiologico di estremo e benefico rilassamento che è l’ipnosi.

Riassumendo il tutto in un aforisma potremo dire che dentro di noi albergano tre anime: il buon scettico, ovvero la critica; il provetto scienziato, ovvero la logica; e il bambino sognatore, ovvero l’immaginazione. Tutte e tre sono importanti, ma quando viene dato più spazio all’immaginazione, le sensazioni di benessere aumentano vertiginosamente.

Perché usare l’ipnosi? Citando ancora una volta Yapko <<Ciò che più conta è l’accumularsi di prove obiettive che l’ipnosi, quando interviene nel processo terapeutico, ne aumenta gli effetti positivi>>. L’ipnosi è stata utilizzata nel trattamento di troppi disturbi e quadri clinici per poterli nominare tutti, ma alcune delle sue applicazione più note sono nella terapia del dolore, dell’ansia, dello stress post-traumatico, della depressione, delle fobie, dei disturbi infantili, delle coliti e delle turbe dissociative. La ricerca scientifica ha dimostrato che, a parità di trattamento terapeutico utilizzato, l’aggiunta dell’ipnosi aumenta l’efficacia del trattamento stesso.

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A parità di trattamento terapeutico utilizzato, l’aggiunta dell’ipnosi aumenta l’efficacia del trattamento stesso.

 

 

 

 

 

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