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IL FASCINO IRRESISTIBILE DEL “PERCHE’?”


May 19, 2016 Aforismi e Linguaggio

Quando crediamo di avere scoperto il perché di una vicenda assurda, ci sembra meno assurda

(Alessandro Morandotti)

Edward E. Cummings, oltre ad essere un romanziere ed un poeta fuori dal comune, si dedicò a scrivere favole. In una di queste narra la storia di un paese di folletti e di fate messo a soqquadro dalla presenza, in un mondo vicino, di un vecchietto che stava tutto il giorno in cima al campanile di una chiesa. Se ne stava lì seduto senza nulla dire se non interrogare, chi lo interrogava, chiedendo <<Perché?>>. I folletti e le fate erano enormemente irritati dal vecchietto e iniziarono a protestare affinché qualcuno riuscisse a interrompere questo suo modo fastidioso di rispondere ad ogni domanda e ad ogni affermazione dicendo <<Perché?>>. E non si acquietarono finché non riuscirono a farlo smettere.

C’è poco da fare: abbiamo bisogno di risposte certe e definitive, e un <<perché?>> a cui non c’è risposta ci porta irritazione, fino a quando non ne troviamo una, finale, chiarificatrice, ultimativa.

Un “perché?” a cui non c’è riposta porta irritazione, fino a quando non ne troviamo una, definitiva.

Di fronte ad un delitto la gente resta inquieta finché gli investigatori non hanno chiarito perché il tale ha commesso quel gesto efferato.

In un esperimento psicologico degli studenti, in fila per fare delle fotocopie, erano ben disposti a far passare avanti una persona solo se questa forniva un perché per la sua richiesta, fosse anche solo dire: <<Dovrei passare avanti perché devo passare avanti>>.

Quando viene individuata una nuova malattia gli scienziati non si fermano finché non hanno scoperto perché il tal virus si comporta in quel determinato modo. E guardando le stelle e scoprendo una nuova cometa, gli astronomi non si acquietano fintanto che non sono arrivati a capire perché quella cometa compie le tali evoluzioni nella volta celeste.

San Tommaso d’Aquino, per dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio, suggeriva che nel chiedersi i perché dell’uomo si sale di causa in causa finché ci sarà pur qualcosa che è causa prima e che interrompe la catena dei perché, essendo causa di tutto e di tutti.

È più forte di noi, dinanzi ai <<perché?>> ciò che ci soddisfa a pieno è solo una risposta chiara, unica, inequivocabile.

…E il vecchietto di Cummings ci domanderebbe: <<E perché?>>.

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