Psicoterapia breve

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Il problemi sono come un tavolo, come una mosca e come una scacchiera.

I problemi umani – dai disturbi più invalidanti alle difficoltà che quotidianamente dobbiamo affrontare – sono caratterizzati da un equilibrio, ovvero vengono mantenuti in piedi dalle azioni e reazioni messe in atto dalle persone coinvolte in essi. Come un tavolo si regge su più gambe, così i problemi umani si reggono sulle azioni e reazioni che le persone coinvolte mettono in atto. Per quanto questo equilibrio possa essere doloroso o fastidioso, ogni persona coinvolta in un problema dà il suo  personale contributo al mantenimento del problema stesso. Provate ad immaginare un tavolo triangolare che poggia su tre gambe, una per angolo. Una di queste gambe ce la mettiamo noi; se la togliamo, il problema cade.

Con questa immagine può essere illustrato il costrutto fondamentale della terapia breve: le tentate soluzioni. Chi si trova dentro ad un problema sta mettendo in atto delle strategie disfunzionali (le tentate soluzioni) che mantengono o addirittura alimentano il problema. Scopo della terapia breve è quindi sostenere il paziente nel togliere quella “gamba” grazie alla quale alimenta il proprio problema o il proprio disturbo.

Non si tratta quindi di “cercare il colpevole” ma di operare rapidamente affinché il problema cada. Scoprire infatti il “perché” un problema è sorto non è di alcun interesse operativo, tutt’altro. Individuare infatti la causa passata che ha originato un problema (ammesso che sia sempre possibile farlo) può addirittura portare ad un peggioramento: se conosco il perché oggi ho un disturbo, ho una ragione in più per pensare che non riuscirò mai ad eliminarlo dalla mia vita.

Ognuno di noi quando è dentro ad un problema o ad un disturbo agisce come una mosca che sbatte contro il vetro: dal suo punto di vista sta attraversando la via più facile per uscire all’aperto. I problemi sono la realizzazione di un punto di vista irrigidito secondo cui non ci sono soluzioni alternative perché “si è tentato tutto”. E questo è vero: si è provato tutto, dal proprio punto di vista, appunto.

L’approccio della terapia breve alla soluzione dei problemi umani agisce in modo tale da sostenere il paziente a modificare il suo punto di vista in modo tale da individuare vie di uscita alternative, più rapide, più semplici, più benestanti.

I problemi umani, infine, sono come una scacchiera in cui, muovendo anche una sola pedina, tutte le altre cambiano di significato. Ognuno di noi ha un grosso potere di influenza sul proprio contesto: il proprio cambiamento suscita necessariamente il cambiamento altrui. Contribuiamo enormemente al funzionamento di ciò che ci circonda, tanto che creiamo la realtà che poi subiamo. Siamo volenti o nolenti protagonisti della nostra vita: agendo come se fossimo l’unico elemento di controllo, lo si diventa davvero.

 

 Come funziona?

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