Quando il timore di farsela addosso diventa un disturbo

Immagina di non poter progettare un viaggio, di non poter uscire con gli amici, di non poter usare i mezzi pubblici senza essere accompagnato dal costante pensiero e sensazione di dover andare in bagno. Se conosci bene questa situazione sei soggetto a un’ansia apparentemente bizzarra: l’ansia di potertela fare addosso. Questa ansia, così stressante, caratterizza un vero e proprio disturbo che è più comune di quanto si possa immaginare.

Le persone affette da tale disturbo non riescono a frequentare i luoghi in cui non è immediata la disponibilità dei servizi, e vivono nel costante timore di assumere troppi liquidi o di mangiare cibi sbagliati che possano scatenare reazioni imprevedibili al loro intestino. Spesso queste persone rinunciano addirittura a uscire di casa, unico luogo in cui si sentono davvero al sicuro.

Altre persone decidono invece di uscire e cercano di condurre una vita il più normale possibile, ma pagando il caro prezzo di tutta una serie di precauzioni da mettere in atto: poco prima di uscire da casa usufruiscono del bagno più volte, anche in assenza di stimoli; visualizzano il percorso che vorranno fare quel giorno, per verificare che ci siano dei bagni disponibili per strada; utilizzano solo la propria auto, in modo da poter andare autonomamente alla ricerca di un bagno non appena ne avessero bisogno; si riempiono le tasche o la borsa di fazzoletti, per tamponare eventuali perdite impreviste; evitano lunghe file o luoghi troppo grandi o affollati, in cui potrebbe essere difficile raggiungere i servizi. Chi si trova dentro la trappola di questo disturbo, in caso di mancanza di disponibilità immediata di un bagno, sperimenta un forte timore di perdere il controllo del proprio corpo, che può portare a far sorgere veri e propri attacchi di panico.

Questa sorta di “dipendenza da precauzioni” è il primo problema da risolvere, perché ogni precauzione utilizzata aumenta il senso di fragilità e di impotenza personale. Le precauzioni infatti, anche se momentaneamente sembrano alleviare lo stato d’ansia, alla lunga si trasformano in un’armatura che tanto protegge quanto imprigiona. Esse diventano sempre meno efficaci e la persona è portata ad aumentarne la quantità o l’intensità fino a rinchiudersi in una vera e propria gabbia. Come scrive A. Adler, “Non c’è niente di più pericoloso che prendere troppe precauzioni”.

Quando il problema viene sottovalutato, e non si interviene efficacemente, si può arrivare a sviluppare perfino depressione. Più il problema viene evitato, più esso si ingigantisce. La Terapia Breve aiuta rapidamente le persone che soffrono di questo disturbo a gestire la loro paura di perdere il controllo del corpo, smontando strategicamente tutte le precauzioni fino a far riacquistare al paziente piena sicurezza in se stesso. Il paziente, supportato dal terapeuta, affronta le sue paure, superandole in modo definitivo e in tempi brevi.