Chi pensa che le feste siano un periodo di assoluta felicità si deve ricredere; per chi sta affrontando un periodo difficile della sua vita sono uno dei momenti più stressanti da affrontare. Non per niente le feste natalizie sono un periodo in cui il telefono dello psicologo squilla ancora più del normale e le mail iniziano ad arrivare a raffica.

Spesso pensiamo a quanto sia bello il Natale, associandolo al riposo, ai doni da scartare, alla compagnia di amici e parenti, insomma una festa stupenda dove ritrovare pace e serenità. E allora com’è possibile che si possa trasformare in un incubo? Accade per lo stesso motivo per cui la festa di San Valentino può trasformarsi in un’ottima occasione per rompere un fidanzamento: “siccome mi sento costretto a provare amore per te, mi accorgo invece di non provare nulla”. È quella che viene chiamato il “paradosso del sii spontaneo”. O si è costretti a far qualcosa o si è spontanei, le due cose non riescono mai ad andare insieme: più pretendo da me stesso di essere spontaneo e meno lo sarò; più mi costringo a provare una certa emozione (e le emozioni sono sempre spontanee) più finirò per bloccarla.

Questo paradosso può verificarsi anche per la gioia natalizia, che una volta percepita come obbligatoria (“Non puoi non sentire la gioia del Natale!” sembrano urlare gli addobbi e le luci sparse ovunque) si trasforma in una tortura. Personalmente amo l’atmosfera del Natale, ma il punto è: c’è qualcosa di sensato nel fatto che il Natale porta con sé molta più rabbia e depressione di quanto si sia disposti ad ammettere.

Quella che dovrebbe essere la festa della spontaneità può infatti facilmente diventare una festa dell’obbligo, e ogni volta che ci costringiamo a provare un sentimento questo rischia di trasformarsi nel suo opposto perché, parafrasando Stanislavskij, le emozioni patiscono le forzature.

Questo, insomma, è il messaggio: non obbligarti a provare emozioni positive, neanche a Natale. Sforzati al massimo di provare emozioni negative, così almeno le bloccherai!