Vedere il proprio figlio in grado di cavarsela in ogni situazione credo sia una delle maggiori soddisfazioni che un genitore possa avere. Questo accade perché nel cuore di ogni genitore c’è il desiderio che i figli diventino persone non solo felici ma anche autonome.

Ma quali caratteristiche ha una persona che “se la sa cavare”? Quale tipo di intelligenza possiede un bambino che riuscirà a diventare autonomo? Quali talenti dovrà allenare, insieme al genitore, per raggiungere questo obiettivo tanto prezioso?

Una persona autonoma, che se la sa cavare in ogni situazione, sa “ricavare” una soluzione da ogni problema, sa costruire una via di uscita in una strada apparentemente sbarrata, sa rapidamente rimettersi in piedi dopo una caduta, sa sfruttare i propri errori come fonte di apprendimento. In estrema sintesi: una persona capace di autonomia sviluppa ed esercita nel corso degli anni un tipo particolare di intelligenza che potremo definire “strategica”. 

La specificità dell’intelligenza strategica consiste nel saper unire capacità creativa e pragmatismo. Essere creativi significa essere in grado di osservare ogni questione da punti di vista alternativi, saper vedere lo straordinario nell’ordinario. Leonardo da Vinci dipingeva nei suoi quaderni una foglia, un fiore o un animale da angolazioni differenti: cambiando il punto di osservazione sul mondo, cambia la percezione che se ne ha. “Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhi vecchi”, scrive il poeta Gian Piero Bona, “l’uomo creativo invece guarda le cose vecchie con occhi nuovi”. 

Essere creativi non è di per sé sufficiente però: una creatività senza approdi, un pensiero laterale fine a se stesso per il puro piacere di produrre idee creative, può essere inutile o perfino dannoso; d’altronde anche un pazzo può essere un’artista davvero molto creativo. Quello su cui porre la nostra attenzione è invece una creatività utile, pratica, che rende le persone ancora più concrete e per questo capaci di superare rapidamente le avversità. È l’arte di essere strategici, l’arte di coniugare – appunto – la creatività con un estremo senso pratico.

Come si rileva se tuo figlio possiede questo tipo di intelligenza? E come si aiuta un bambino a svilupparla?

Proponi a tuo figlio il seguente quesito: “Stai camminando da ore in mezzo a un deserto. A un certo punto trovi un albero con i rami secchi, ma duri come il marmo. Tra i rami è incastrata una bottiglia di vetro, aperta. Dentro c’è dell’acqua; ma come fai a berla? La bottiglia è in orizzontale! Non puoi spezzare i rami, non puoi muoverli, né puoi rompere il vetro della bottiglia. Come riesci a bere l’acqua?”. Chiedi a tuo figlio (e fallo anche tu per primo) di individuare cinque modi diversi per bere l’acqua: la capacità di creare soluzioni alternative, pratiche e creative allo stesso tempo, è segno di intelligenza strategica. 

Adesso l’ultimo punto: come puoi aiutare tuo figlio a sviluppare l’intelligenza strategica. Ti propongo un’attività che immagino ti potrà sembrare strana: fargli imparare dei trucchi magici. Hai presente la scatola di Silvan degli anni ’80? Regala una di quelle scatole magiche a tuo figlio (i più appassionati potranno frequentare anche le scuole di magia che si sono moltiplicate in questi anni; quasi ogni città possiede un circolo magico dove si impara a diventare prestigiatori, e alcuni circoli accettano bambini anche piccoli). Se a tuo figlio piacerà, il fatto di imparare dei giochi di prestigio lo aiuterà a rendere le sue percezioni più malleabili, la sua capacità di guardare le cose in modo non convenzionale più sviluppato. Gli illusionisti si tramandano infatti da secoli come creativamente sia possibile far accadere l’impossibile. Come si fa a far sparire una moneta e farla poi riapparire dietro l’orecchio di un amico? Com’è possibile moltiplicare una pallina tenuta dentro ad una mano? Come si fa a far comparire un elefante dal nulla? Gli illusionisti hanno elaborato soluzioni davvero ingegnose.

Per un bambino (ma anche per un adulto) conoscere, scoprire e imparare i trucchi magici è anche un ottimo modo per capire in che modo la nostra mente viene ingannata, ed è quindi un ottimo strumento di difesa da eventuali truffe… oltre ad essere un modo semplice e simpatico per socializzare e farsi apprezzare. Quando un bambino è timido, può rompere il ghiaccio chiedendo: “Posso farti un gioco di prestigio?”. Nessuno risponderà di no.