Le Esperienze di Equilibrio 

EVENTO FORMATIVO A TORINO RISERVATO A PSICOTERAPEUTI, PSICOLOGI E STUDENTI DI PSICOLOGIA

Dove: Via San Massimo 49, Torino

Quando: Venerdì 15 e sabato 16 maggio 2020

Orario: Dalle 10:00 alle 18:00 (entrambi i giorni)

Quota di iscrizione: 300 euro + iva

Scadenza iscrizione: 08/05/2020

Numero massimo di iscritti: 20

Modalità di iscrizione: Per iscriverti all’evento formativo compila il Form cliccando su questo link, ed effettua contestualmente il pagamento dell’importo di iscrizione seguendo le indicazioni che troverai nel Form stesso. Una volta pervenuto il pagamento, riceverai una e-mail di conferma di avvenuta iscrizione

Formazione riservata: L’evento è aperto esclusivamente a psicoterapeuti, psicologi e studenti di psicologia

Attestato di frequenza: Al termine dell’evento sarà consegnato un attestato di frequenza

PROGRAMMA

– Le basi cibernetiche della Terapia Breve
– I dodici principi del cambiamento in tempi brevi
– I sei ingredienti fondamentali di un’esperienza terapeutica
– Dall’esperienza emozionale correttiva alle Esperienze di Equilibrio
– Le quaranta Esperienze di Equilibrio che uno psicologo non può non conoscere
– I tre strumenti di valutazione del professionista in Terapia Breve

Riducendo i principi-base al minimo essenziale, in Terapia Breve il cambiamento consiste nel fare l’opposto di ciò che sta mantenendo il problema. E cos’è questo “fare l’opposto” se non un’esperienza?

Franz Alexander è stato il primo psicoterapeuta ad aver messo in chiaro che il cambiamento corrisponde al vivere un’esperienza. Andando controcorrente rispetto a tutti gli altri psicoanalisti del suo tempo introdusse l’idea innovativa che qualsiasi forma di psicoterapia consistesse nel far vivere al paziente un’ “esperienza emozionale correttiva”. Questa esperienza corrisponde – scrive Alexander – al fatto che lo psicoterapeuta fa “esattamente l’opposto” di ciò che il paziente si aspetta debba accadere. Se ad esempio il paziente reagisce verso lo psicoterapeuta trattandolo in modo squalificante (riproducendo così la relazione verso i suoi genitori) troverà dinanzi a sé un adulto (lo psicoterapeuta) che, anziché reagire offendendosi, allontanandosi, minacciando, o rimproverando (come i genitori), attuerà un comportamento esattamente opposto: lo psicoterapeuta non solo non se ne andrà via, ma trasformerà quello scontro in un incontro rigenerante, terapeutico appunto.

C’è però qualcosa di parziale nell’espressione “esperienza emozionale correttiva”. Perché?

• Anzitutto va sottolineato che l’esperienza creata dallo psicoterapeuta non ha luogo solo durante le sedute, ma anche fuori dalla terapia, nella vita di tutti i giorni, quando il paziente seguirà le prescrizioni da lui date. Lo psicoterapeuta è un costruttore di esperienze, dentro e fuori la stanza della terapia.

• Queste esperienze non sono solo correttive, ma anche amplificative. In psicoterapia non solo si invertono le strategie inefficaci, ma anche si amplificano quelle efficaci già presenti nella vita del paziente. La psicoterapia non aiuta solo a “correggere” gli insuccessi, ma anche ad ampliare talenti e successi. L’atto terapeutico consiste nell’interrompere, invertendo, ciò che non funziona e nel non invertire, amplificando, ciò che funziona. Più che correttiva, l’esperienza terapeutica è opposta rispetto alle esperienze (potenziali o già vissute) di disequilibrio. E più che emozionale è globale.

• Un’esperienza di cambiamento, per essere efficace, è necessario che sia emozionale. Questo però non è sufficiente. Deve poter muovere anche le percezioni, le credenze, deve aiutare a cambiare il tono muscolare, la neuro-fisiologia, l’atteggiamento fisico e mentale. Il paziente che supera un attacco di panico non lo fa solo perché sperimenta emozioni opposte rispetto a quelle del panico, ma anche perché sperimenta un vissuto globale opposto rispetto a quello dell’attacco di panico. È un vissuto percettivo, posturale, fisiologico, muscolare, intellettivo… Le esperienze terapeutiche sono a tutto tondo e hanno come scopo la creazione, il ripristino o l’accelerazione verso l’equilibrio. Si tratta di esperienze di equilibrio simmetriche rispetto a ciò che ha portato, o che potrebbe portare, al disequilibrio.

• Infine, il “fare l’opposto” da parte dello psicoterapeuta non riguarda il semplice perturbare e sorprendere (“Faccio qualcosa di opposto rispetto a ciò che il paziente si aspetta”). “Terapeutico” è una sottocategoria di “sorprendente”, così come “efficace” è una sottocategoria di “creativo”. Ogni soluzione è creativa, ma non tutto ciò che è creativo è una soluzione; allo stesso modo ogni atto terapeutico è – sotto certi aspetti – sorprendente, ma non tutto ciò che è sorprendente è terapeutico. Perché un atto sia terapeutico non basta che sia “sconvolgente”; deve coincidere con il fare l’opposto rispetto alle esperienze di disequilibrio.

Così, una persona che evita ciò che teme, dovrà trovare uno psicoterapeuta che le faccia fare l’esperienza opposta di riuscire a vivere pienamente ciò che veniva evitato. Se invece il problema del paziente è che non si sente amato, il terapeuta creerà per lui esperienze in cui percepirà di sentirsi benvoluto, totalmente apprezzato (dentro e fuori la seduta). Se il problema dipende invece da una mancanza di consapevolezza, il terapeuta creerà esperienze in cui diventare più consapevole di sé. E così via.

Agire per rendere l’equilibrio (proprio e) dei propri pazienti più sano ed efficace è sempre una buona scelta. Anche perché, come scriveva Agostino d’Ippona, se non progredisci significa che stai regredendo. Non esiste la stasi, né nel mondo esterno, né tantomeno in quello interno. Ed è ciò che accade anche al nostro corpo: chi invecchia senza prendersi a cuore il fatto di compiere azioni volontarie per tenersi in forma finisce per ingobbirsi e ripiegarsi su se stesso.

Corpo e psiche, per mantenersi in tono, hanno bisogno di continue azioni, ben fatte e ben direzionate. E le quaranta esperienze di equilibrio sono l’armamentario di base che ogni psicologo e psicoterapeuta deve possedere nel proprio repertorio per garantire ai pazienti il progresso personale.

IMPARERAI A

– impostare un’esperienza in modo tale da essere certo che sia terapeutica per i tuoi pazienti
– applicare le quaranta virtù psicologiche per il progresso della tua vita personale e professionale
– identificare le quaranta strategie fallimentari, e le strategie efficaci complementari
– familiarizzare con la logica che sottende ogni strategia che si dica efficace
– valutare il tuo livello di abilità nell’applicare la Terapia Breve nella tua pratica professionale

CHI SONO

Sono psicologo, psicoterapeuta, coach e formatore aziendale su tematiche relative alla comunicazione efficace, alla narrazione e al problem solving creativo. Sono docente di Terapia Breve, e co-fondatore dell’Accademia delle Tecniche Psicologiche, con cui sto lavorando a una grande raccolta di tecniche psicologiche al fine di rendere questo patrimonio disponibile per ogni psicologo. Sono membro del consiglio direttivo della Società Scientifica di Psicoterapia Strategica, con cui stiamo effettuando una ricerca quantitativa sugli outcome della Psicoterapia Breve, e una ricerca qualitativa sui drop-out per indagare come mai un paziente decide di interrompere un percorso psicoterapeutico. Ho ideato il metodo ScritturaStrategica®, e nei prossimi mesi pubblicherò un video corso sul self-coaching utilizzando la scrittura. Sono autore di “Parlare da Dio”, “Come parla un terapeuta”, “Comunicazione efficace: obiettivi e strategie”, e de “La sottile arte di incasinarsi la vita”.