Fotti il potere. Francesco Cossiga

Cossiga, F., Cangini, A. (2010).  Fotti il potere. Gli arcana della politica e dell’umana natura. Roma: Alberti Editore

Ministro dell’interno, poi presidente del consiglio, in seguito presidente della Repubblica, infine senatore a vita. Amato dal popolo. Odiato dai colleghi. Si dimise da ministro quando nel ‘78 fu ucciso Aldo Moro. Un uomo devoto alla politica… e un personaggio che le cose non le mandava a dire. Senza giri di parole, nel libro-intervista Cossiga racconta il potere, nelle sue varie sfaccettature: la fame di potere, la gestione del potere, ciò che il potere fa conquistare e la libertà che inevitabilmente sottrae. Come ogni analisi cinica sa fare, il libro è molto istruttivo e permette un sano bagno freddo nella cruda realtà. Tutti gli uomini – scrive Cossiga – fanno politica per due soli motivi: per narcisismo o per idealismo… Non è chiaro però quale fosse il suo motivo.

Il passaggio che più mi ha colpito è il seguente: “Organizzazione piramidale, divisione in clan spietatamente in guerra tra loro, sopraffazione, omertà, annichilimento dell’avversario, regole non scritte, presunzione di onnipotenza, frequente ricorso a un universo simbolico e mitico: vale per la mafia così come per i partiti politici. Tutto questo è vero, ma è vero in assoluto e non solo rispetto alla politica. Le dinamiche mafiose sono tipiche di qualsiasi organizzazione di potere. Non si tratta di un problema di contesto, ma di natura umana. Ogni uomo di potere, politico o no, fa la stessa cosa: in cuor suo tende al potere assoluto”.

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