Ideomotor Signals for Rapid Hypnoanalysis. Ewin e Eimer

Ewin, D.M., Eimer, B.N. (2006). Ideomotor Signals for Rapid Hypnoanalysis. A How to Manual. Springfield (IL): Charles C. Thomas

Sì, è in inglese. Sì, costa 60 euro. Ma li vale tutti, e anche di più. Nel panorama americano e anglofono non si fanno – a ragione – alcun problema a descrivere nel dettaglio come si applicano le tecniche psicoterapeutiche: la scienza è democratica, e diffondere la conoscenza di una tecnica non significa darne la licenza di utilizzo (leggere un libro di chirurgia non rende un chirurgo). Il libro descrive nel dettaglio come si fa un’induzione ipnotica e come si elicitano i segnali ideomotori in quella tecnica bizzarra e sorprendente che è il “dialogo con l’inconscio” attraverso i movimenti automatici delle dita del paziente. Attraverso questo tipo di dialogo, di cui ho dato alcuni esempi ne La sottile arte di incasinarsi la vita, è possibile esplorare le motivazioni inconsce che mantengono in piedi un disturbo psicosomatico, e aiutare l’inconscio a superarlo: una seduta di 20 minuti impostata come indicato da Ewin e Eimer è in grado di sostituire mesi di terapia che utilizza come unico canale la consapevolezza esplicita del paziente.  

Preziosa è la distinzione che i due autori fanno delle 7 motivazioni inconsce che mantengono in piedi un problema psicosomatico: un’esperienza passata traumatica (ad esempio un abuso subito da una paziente durante l’infanzia che ne ha provocato il vaginismo), più esperienze passate che hanno sensibilizzato (ad esempio esperienze multiple di litigate in famiglia che hanno provocato al paziente la sensazione frequente di blocco allo stomaco), il linguaggio d’organo (ad esempio un mal di schiena cronico connesso al fatto che il paziente pensa di essere sempre “pugnalato alla schiena” dagli altri), l’auto-punizione (ad esempio una paziente che non riesce a vivere a pieno le emozioni perché è il suo modo di auto-punirsi per non essere stata in grado di salvare la madre dalla depressione cronica), il conflitto (ad esempio un tic all’occhio dovuto al fatto il paziente non riesce a decidere se vuole realmente sposarsi oppure no), il vantaggio secondario (ad esempio un paziente che sviluppa dei blocchi motori per poter avere maggiori attenzioni da parte dei propri genitori), l’identificazione (ad esempio un paziente che ha la tosse nervosa che ha “preso” dal padre). 

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