Trattato dell’efficacia. François Jullien

Jullien, F. (1998). Trattato dell’efficacia. Torino: Einaudi

Jullien è uno dei miei miti e il suo Trattato dell’efficacia è un libro STRAORDINARIO. Non ho altre parole per definirlo. A molte persone che seguo in terapia, e a tutti gli studenti dei corsi in cui insegno, lo do come lettura obbligatoria. E’ un testo un po’ difficile e molto denso. Va letto piano piano, ma offre un appassionante sguardo sulla cultura orientale, offrendo un banchetto sontuoso di riflessioni. E’ da Jullien che ho preso ispirazione quanto ho definito le “inclinazioni psicologiche”; traducendo l’approccio dell’antica Cina in un linguaggio comprensibile per un occidentale, lui afferma che, secondo la mentalità orientale, “la realtà è inclinata”. Tutto ciò che riguarda la vita, l’uomo, le interazioni, ha una pendenza: chi la sa cogliere riesce ad aumentare la propria efficacia e a fare delle buone previsioni. Allo stesso modo Sun Tzu ne L’arte della guerra scriveva che era facile prevedere chi avrebbe vinto in una battaglia: bastava analizzare alcuni elementi in gioco che sono sempre presenti. L’esito di una guerra non è un’opinione, ma una certezza – sosteneva Sun Tzu – perché, appunto, la realtà è inclinata, ha delle propensioni che possono essere còlte, studiate, e cavalcate per raggiungere i propri obiettivi. Se abitassimo in un mondo in cui fosse vietata la lettura dei libri (alla Fahrenheit 451), questo sarebbe il testo che mi offrirei di imparare a memoria.

Una delle frasi che preferisco è: “Più la condotta è efficace, meno è visibile”.

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