Psicoterapia: terapia breve e ipnosi

Cos’è la
psicoterapia?

La psicoterapia è un’esperienza di cambiamento: attraverso la relazione con lo psicoterapeuta, le tecniche utilizzate in seduta e le prescrizioni terapeutiche da seguire fuori dalla seduta, vieni  accompagnato a vivere alcune esperienze in grado di riequilibrare quelle che hai vissuto in passato, o che stai vivendo attualmente, le quali hanno generato quei problemi di cui oggi ti lamenti. Vivere le esperienze terapeutiche rende più sano e più efficace il tuo equilibrio psicologico.

Cos’è la terapia breve?

Nella psicoterapia breve queste “esperienze di equilibrio” vengono fatte vivere soprattutto al di fuori della seduta grazie alle prescrizioni strategiche date alla fine di ogni incontro. In questa caratteristica risiede il motivo della brevità dell’intervento: lo psicoterapeuta lancia solo metà ponte; a te sta lanciare l’altra metà. Quello che accade quindi è che, anziché cambiare pian piano in seduta per poi portare in un secondo momento il cambiamento nella tua vita reale (questo è ciò che accade nelle terapie a lungo termine), nella terapia breve vieni condotto a portare fin da subito il cambiamento nella tua vita di tutti i giorni attraverso piccole azioni in grado di sbloccare le situazioni inceppate: ogni sessione ha lo scopo di farti fare uno o più passi in avanti verso l’obiettivo concordato durante il primo colloquio. In altre parole continui a guidare la tua auto ma è il terapeuta a fare da navigatore: se ti chiede di girare a destra, bisogna che giri a destra.
La terapia breve nasce come programma di ricerca alla fine degli anni ’60 sotto l’impulso del gruppo del Brief Therapy Center. Si erano dati come obiettivo quello di individuare quali tecniche terapeutiche e quali teorie del cambiamento permettevano di garantire la risoluzione dei problemi psicologici in un numero massimo di dieci incontri. È passata tanta acqua sotto i ponti e in questi cinquant’anni le tecniche terapeutiche si sono sempre più affinate, così come gli interventi sono diventati sempre più focalizzati e flessibili. Stiamo collezionando un numero sempre maggiore di dati sull’efficacia degli interventi come terapeuti brevi e, insieme alla Società Scientifica di Psicoterapia Strategica, siamo in fase di pubblicazione dei risultati su riviste scientifiche internazionali.

Cos’è l’ipnosi?

Nel percorso di terapia breve che propongo capita spesso di utilizzare l’ipnosi. Soprattutto quando, nonostante diverse prescrizioni terapeutiche, il problema sembra proprio non risolversi. In questi casi è frequente che ci sia un blocco inconscio che può essere individuato e risolto attraverso l’ipnosi. Ma che cos’è l’ipnosi? E’ uno stato di coscienza spontaneo che può, però, anche essere indotto volontariamente da un ipnotista attraverso alcune tecniche; di norma il paziente alla fine della sessione di ipnosi riferisce di aver vissuto uno stato di grande rilassamento e di benessere, come se avesse dormito profondamente per ore. Nello stato ipnotico vieni accompagnato dal terapeuta a vivere alcune esperienze utili al fine di raggiungere una serie di obiettivi: rilassamento, rievocazione di ricordi rimossi, esplorazione di motivazioni inconsce alla base di alcuni comportamenti indesiderati, risoluzione di traumi e di disturbi psicosomatici, maggior controllo su alcuni impulsi irrefrenabili (ad esempio dipendenza da fumo e da cibo), miglioramento delle performance sportive, aumento della capacità di concentrazione. L’ipnosi è la forma più antica di psicoterapia ed è una pratica curativa con numerose ricerche scientifiche a sostegno. I ricercatori che hanno dato il via alla terapia breve sono stati influenzati nella scelta di tecniche e metodi di lavoro dalla pratica dell’ipnoterapia.

Essendo focalizzata sul problem solving la terapia breve è adatta a persone che hanno un obiettivo chiaro su cui vogliono lavorare; non è invece adatta a coloro che desiderano – in modo più generale – conoscere meglio se stessi. Chi sceglie la terapia breve desidera fin da subito mettere in atto azioni che possano produrre un cambiamento; in modo speculare non è quindi adatta a persone che non riescono a seguire le indicazioni date dal terapeuta.

Per chi è adatta
(e per chi non è adatta) la terapia breve?

La consulenza a distanza è indicata per tutti i casi?

Non ci sono differenze tra l’efficacia della terapia “dal vivo” rispetto a quella a distanza, però la psicoterapia on-line funziona bene quando è presente un buon rapporto di fiducia da parte del paziente. Non è quindi indicata per le persone molto sospettose o per quelle che fanno dello psicoterapeuta il bersaglio del loro stile provocatorio. Ci sono poi alcuni tipi di disturbi per cui la terapia a distanza non è consigliabile; in tal senso se durante il primo colloquio notassi che la terapia on-line non fosse adatta al caso da te portato, l’incontro sarà gratuito.

Quali sono i problemi che tratto maggiormente?

Con la terapia breve si può lavorare potenzialmente su ogni tipo di problema. In questi anni mi sono trovato a lavorare in particolar modo sulle seguenti problematiche:

DISTURBI PSICOLOGICI

  • Attacchi di panico.
  • Fobie.
  • Ansia (generalizzata, di dover
    andare sempre in bagno, del giudizio altrui, ecc.).
  • Paura delle malattie e dei controlli medici.
  • Pensieri ossessivi.
  • Dubbio ossessivo.
  • Compulsioni (lavarsi le mani, pulire, strapparsi i capelli, ecc.).
  • Disturbo borderline.
  • Disturbo paranoico.
  • Depressione.
  • Disturbo post-traumatico da stress.
  • Disturbi alimentari.

DIFFICOLTA’ DI VITA NELLE SEGUENTI AREE

  • Fare una scelta importante.
  • Studiare e concentrarsi.
  • Autostima.
  • Inserimento nei gruppi.
  • Trovare il/la partner giusto/a.
  • Relazionarsi con gli altri in ambito lavorativo.
  • Gestione delle emozioni.
  • Elaborazione di lutti e di lutti amorosi.
  • Rapporto con il cibo e con il proprio corpo.
  • Comunicazione con partner, amici e parenti.

PROBLEMI FAMILIARI

  • Difficoltà nella gestione di figli oppositivi, provocatori e iperattivi.
  • Bambini con mutismo selettivo.
  • Bambini con fobie, compulsioni, ossessioni, paranoie e disturbi alimentari.
  • Gestione della difficoltà di fare i compiti a casa.

Quali sono le differenze tra il mio modo di lavorare
rispetto ad altri approcci al cambiamento?

Ho riassunto la risposta a questa domanda in alcune slide (clicca qui per il download).